La poesia viscerale, Versi

Viscerale VI – Flusso di coscienza sulla solitudine

20 agosto 2012

'Viscerale VI - Flusso di coscienza sulla solitudine' 'Viscerale V - Sesso' è una poesia pubblicata su 'Il tricheco psichedelico' e fa parte della serie 'La poesia viscerale'.

Bussano alla porta

voci,

voci acute

che storpiano il mio nome.

Rispondi, rispondi a tono

dice uno;

fuggi furibondo scuote l’altro.

Mi chiami col mio nome

o non t’ascolto è ciò che penso,

è l’orgoglio del mio io

dal disgusto per il resto

per l’affanno per la corsa in me stesso

dove sto,

dove vivo,

dove resto.

 

Vitreo, scuro in volto e nudo dentro,

chiamala col suo nome

se non sei codardo.

Chiamala, cane di uno sguardo!

 

La gente parla come la gente sente

ma quantomeno

ha il coraggio di chiamarla solitudine.

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  • Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  • Che stronza questa solitudine
    Appena arriva l’affogo nel Golfo del mio mare… quando ci riesco

    • Lasciala stare, non è lei il problema.
      Sono io che l’affliggo.

  • la chiusura è fenomenale. La gente che parla come sente, non potevi rendere meglio la tua solitudine. E non posso che condividere, mio malgrado.

    • Credo che sia uno stato comune. La solitudine è piú diffusa di quello che si ritiene, in fondo in questo finto mondo ci circondiamo di cose finte solo per nasconderci quelle piccole verità che ci farebbero ricordare della nostra misera condizione.
      Forse questa mattina sono troppo influenzato da Pascal!
      Grazie per il commento
      Spud

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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