Versi

Tequila

2 giugno 2017

Tequila è una poesia pubblicata sul blog Il Tricheco Psichedelico

Sale.
Sale dritto in testa
egoismo
spasmo ed entropia
se è caos che avido sia
veloce, così rapido da sembrare lento
morire piano a ritmo forte
la lingua scorre
e sale dritta in testa
brucia brucia brucia
il cazzo brucia.
Hai chiesto la tempesta
ora le onde piatte digrignano
e vomitano fra le mani mie
altro sale, ancora sale
sempre e soltanto sale
che sale dritto in testa.

Tequila.
Mi urla in faccia tutto l’arcobaleno in bianco e nero
fortunata omissione di colore
che non si nota
se non s’ha quel brio
e l’intelligenza che non c’è
in te(quila).
L’inferno è un mare trasparente che mi mastica
e fa rumore con le mie ossa
non è il male che preoccupa
no, non è il male ma è il mare
ed il fatto che lui non s’ami ancora
troppo impegnato e preso nell’annacquarsi
fra le mie assetate secche mani.
Quanto spreco di te(quila).

Limone.
Mi dico sempre mordilo
come i pezzi della vita che mi colpiscono
ma lo dimentico
che non mi piace
e non giudicarmi se preferisco
le fiamme in gola
alle asprezze del demonio.
Ma lo dimentico
ed era qui
la fetta era qui
che poi non mi piace
ma dimentico anche quello
come se t’avessi già offerto un giro
e non lo so, che l’ho già fatto?
Quindi un altro,
senza limone
poi chiamami il dottore
per spiegargli che non c’era quel limone
ma diglielo bene
quello che
dimentico di fare
come
leccare dell’altro sale
e berne ancora di tequila
e dimenticare
solo il limone.
Dimenticare solo il limone.
Dimenticare.

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