Versi

Scorrere

19 dicembre 2015

Danzano

gli occhi srotolati

bucati dalla notte

piovono calunnie

maledicono i passanti

viaggiano forestieri arrivati da lontano

muoiono qui i laowai

chiedendosi perché chiedersi il perché

mi perdono

senza pace

ustioni

i dorsi delle mani che si spaccano

il gelo fra i vuoti di bottiglia galleggianti in mare

le correnti di sospiri e le richieste di aiuto

deserte le mie gambe

spogliati i pensieri

a dormire per potermi perdonare

chi parla?

i passi alle mie spalle sembrano ombre di grattacieli magri

i graffi sulla schiena disegnano stazioni

per partire

per arrivare

i binari in lutto

a numeri capovolti

e treni sconfitti dal pianto delle rotaie arrugginite

cigolanti i lamenti nelle pozzanghere

c’è il mio riflesso steso e quieto

e mi perdono

abbracciando l’anima

chiamandomi per nome

firmando un foglio usato

scappando via

dove sono

dove ci sono.

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