Versi

Rumore d’annaspare

23 novembre 2017

La poesia Rumore d'annaspare

Fai silenzio come me
e impara ad ascoltarti annaspare
senti fuoco e fiamme e senti il nulla
un nulla grande
un cazzo di nulla dentro
che se rischiara
o se tramonta
o ancora se sopra i nostri volti muore l’ora
in cui dovevamo incontrarci sul binario
che ero per lì per te
ma per fotterti
per spaccarti la testa con le mie illusioni
per farti capire come si disegnano i brividi sui nostri corpi
per regalarti intuizioni
finte e false
dentro i miei occhi spessi e densi di catrame
che sono vivo e forse lo vedi
che sono già dentro le paure che non volevi mostrarmi
ma entro ovunque
senza neppure chiederti se posso
se vuoi
se lo sai
e non te ne accorgi
perché ti fidi del mio annaspare
che sa di melodia e del mio seme
bianco
il mio annaspare che urla e fa rumore
il cui eco ti fotte forte e ti sussurra piano
di imparare soltanto ad ascoltarne il silenzio
soffuso
morente
languido.

Sei davvero sicura di volere appoggiarti su questo petto
e sentirmi dentro
lì si muore, stanne certa
laggiù è l’inferno
il mio di inferno.
Ne sei sicura, folle
che se speri di non affogare dentro me
ti tiro giù e ti trascino
dove l’unico ossigeno che conservo è nella gola
e te lo urlerò mordendoti le labbra
quest’inferno che brucia
sì che lo condividerò
e ti trascinerò nel mio abisso
che fa rumore
che fa rumore
che fa un rumore sì, ma se scendi con me fa meno paura.
Ma sei sicura?
Sicura di saperlo ascoltare
di volerlo almeno
perché poi c’è solo carne
che sbatte e che si stanca
occhi che si prendono a ceffoni
mani che si spingono
per ritrovarsi in labbra che si chiamano
e poi si sfiorano
e sessi che sbiadiscono sotto il velo della luna.
Ne sei sicura?

Perché oltre esiste soltanto il rumore
oltre
esiste soltanto
amore.

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