Versi

Quell’io, il me e l’eros

9 settembre 2013

Il volteggiarsi dell’animo si spande in un singolo istante

un unico fruscio nell’estasi di un semplice rumore di labbra

che si insaporiscono

dell’io dentro nascosto.

Vuoti i discorsi e gli spergiuri

senza rimorsi seduti ad aspettarti

a perdonarti con le mani in mano

e le sirene a cantare dietro ai vetri

stropicciati da quel grande grigio

che di pisciare non resisteva più.

 

I colori del mio umore

e quella solitudine delle scarpe accanto l’uscio,

l’ho chiamata empatia.

 

I segni sui calendari presi a calci spariranno

così le croci dei tramonti e dei miei vizi

fino al limbo che ci separa tutti

proprio lì sul precipizio

da quell’io

dal me

e dal mio eros.

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