Versi

Quell’io, il me e l’eros

9 settembre 2013

Il volteggiarsi dell’animo si spande in un singolo istante

un unico fruscio nell’estasi di un semplice rumore di labbra

che si insaporiscono

dell’io dentro nascosto.

Vuoti i discorsi e gli spergiuri

senza rimorsi seduti ad aspettarti

a perdonarti con le mani in mano

e le sirene a cantare dietro ai vetri

stropicciati da quel grande grigio

che di pisciare non resisteva più.

 

I colori del mio umore

e quella solitudine delle scarpe accanto l’uscio,

l’ho chiamata empatia.

 

I segni sui calendari presi a calci spariranno

così le croci dei tramonti e dei miei vizi

fino al limbo che ci separa tutti

proprio lì sul precipizio

da quell’io

dal me

e dal mio eros.

Potrebbe piacerti

  • E’ certo, che quando sgusci dai tuoi silenzi, lo fai deflagrandone completamente ogni traccia.
    Ossequi a te, Spud.

    DIS.

    • Grazie Dis, come sempre la tua visita qui è un piacere anche per le semplici e belle parole che lasci.
      Forse oggi era una giornata buona per scrivere o forse non lo era, ma ormai l’ho fatto, ho timbrato il cartellino e chissà che domani mi ci rimetta sotto!

      • Una delle poche cose per cui valga accedere. Ci sarò.

  • L’ha ribloggato su DISTRATTA.

Rimaniamo in contatto

Iscrivendoti al blog riceverai i nuovi post direttamente nella tua posta elettronica.

Qua la pinna! Grazie per la fiducia concessa al Tricheco.

Ehm, qualcosa è andato storto.

Send this to a friend