Versi

Oscurità

28 dicembre 2017

Oscurità è una poesia sul dolore e sul male

Scese il buio
mai se n’era andato
dove sempre rimase in attesa.
Uscì lì fuori
dintorno nere pece
ad avvolgermi come sempre
a sussurrarmi in modo che non dimentichi
che possiedo il male dentro.

Il mostro.
Gli occhi cavi di sfumature incerte
ma tutte scure
aperti
da cui cola e sgorga il male
che cerco solo di tener lontano.
È mio, solo mio questo male.
È per me
per ricordarmi le urla
il pavimento gelido
la testa fra la gambe in un angolo di mondo
in una stanza
nell’oscurità
accogliendola
lasciando che mi toccasse
che entrasse in me.

Il mio segreto col demonio
il male sono io
il demonio sono io
il buio sempre io
le tende oscurate sui dannati occhi neri in volto
io
valanghe di fango fra macerie delle mie parole, io
il furto delle anime con indifferenza e violenza
nessun altro che io
l’abbandono e la rabbia
il vuoto
le mille ombre del nero dipinte sul cazzo
in mano
mentre vengo
piango.

Sto
morendo
di oscurità
venendo
per supplicarmi
di resistere
appena un po’.

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