Versi

Il fragile

5 aprile 2018

Che sei fragile
dicono i tuoi occhi in mano
come la santa di cui ho paura
e quelle ciglia lunghe che sbattono
forse inquiete
si sfasciano
quasi si tratti di seta
dici a me
che sono così fragile
che se mi schiantassi contro un muro di vetro e inchiostro
neppure ricadrei
ma mi scioglierei al vento
e al disfarsi dei tuoi capelli.

Dentro taccio
e se così
vuoi le mie parole
ma se solo te le dicessi
mi spaccheresti il muso
a pugni e sorrisi
mentre stammi a sentire che col silenzio
fanno l’amore le canzoni e le luci su quella collina
io la vedo e quasi mi sento non riuscire a piangere
ma spengo l’anima
la lascio che sia soltanto fede
perché non credo
neppure in Dio
e a cosa pensi mi chiedi se non a Dio
che se non credessi non potrei dirtelo
in fondo
non voglio poi dirtelo.

Che in fondo credo
e guardo le nostre mani intrecciarsi
la tua disegnarsi tenue sulla mia
un gioco di chiaroscuro
fra ombre
le dita sottili cercarsi
fremere
e abbracciarsi a sincopi e singhiozzi
sulla mia mano in penombra hai disegnato le tue vene
a cui non smetto di pensare.
E se te lo dicessi
che penso a questo
che muoio e sento al tempo stesso
ogni sorriso è un briciolo di falso
perché sto male
a pensare che anche questo sia il mio amore
che appena so dare
al crepuscolo del mio malsano malumore
a cosa pensi dici con gli occhi in mano
li tieni stretti quasi umidi vicini e non lontani
a cosa pensi
ma se te lo dicessi che penso a te che mi sei accanto
a me che mi sento bene a stento
a queste mani in chiaroscuro
che penseresti?

Che sei fragile,
Fra,
sei leggero come foglie secche
da tenere in mano
e se chiudessi il palmo
ti potrei spezzare
che sei fragile, Fra,
come i pensieri
che se soffi troppo forte
magari
mi
scappi
via.

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