Versi

Ed immagineremo

22 novembre 2010

Un giorno finalmente saremo lapidi in un cimitero di elefanti

nel più profondo blu dei cento cieli che imparammo a conoscere

sui libri di scuola che usavamo come fermacarte

per scontrini dove annotavamo i nostri epitaffi.

 

E mangeremo il sushi con le marmitte di motociclette modificate

e alle donne senza fame daremo le bacchette

con cui gli equilibristi si arrampicavano sugli specchi

delle bugie che Dio ci disse in quel circo polacco

appartato con puttane sperperando i soldi

che nascondevamo sotto i materassi

insieme ai denti caduti in guerra ed alle fate che ci curavano.

 

E rideremo alle sagre di paese

piantando alberi di scarpe per non bruciarci i piedi sulla sabbia

quando andremo a trovare i nostri ricordi esiliati in conchiglie deformate

come le onde triangolari dei mari che ci verranno a salutare

e picchieremo sulle cosce per fare melodie

per far danzare le anime dei lupi di mare solitari

nascosti ad ululare in bottiglie d’acqua minerale

frizzanti come bolle di sapone che ci esploderanno in faccia

da farci bruciare gli occhi per imparare a piangere.

 

Ci inseguiranno i cacciatori di tesori

per esserci amici e portarci il sabato ai grandi magazzini

a viaggiare su scale mobili fluorescenti

e rinchiuderci in scatole piene di polistirolo

da vendere come gingilli per turisti in giro per le strade dei nostri umori

e finiremo ad impolverarci su mensole accanto a vasi e teste di animali

morti dopo aver bevuto dalle pozzanghere dei campetti fuori città

piene di impronte tumorali

affogate dalle mani di bambino dei mali industriali.

 

E lanceremo bombe in cielo solo per chiedere aiuto

e farci copiare le risposte agli esami

sbirciando le mine di matite graffiare i banchi universitari

per sperare di trasformarci in quei tatuaggi

e nasconderci in eterno sui corpi di donne svestite su riviste per adulti.

 

E stare qui ad immaginare

ci farà salire fame di altri pensieri

e ci farà dormire giorni e giorni

impedendo ai nostri sogni di vedere la luce

con cui avremmo voluto fotografarli.

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  • De Andrè leggeva Spoon River, io leggo Il regno del tricheco psichedelico 🙂
    Mentre leggevo ascoltavo gli Animals, House of the rising sun, e wow..
    Splendido trip.

    • Troppo gentile.
      Creare trip è il mio mestiere.
      Il mio gruppo preferito per la lettura sono gli “Ash Ra Temple”, te li consiglio, però attenta potresti svegliarti nello spazio.

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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