Versi

Ed era lì

25 dicembre 2017

Ed era lì è una poesia d'amore

Fra le fronde degli alberi che dal vento si lasciano cullare
che sussurrano ferite
nell’orecchio di un silenzio che non disturba
il pensiero che mente
il pensiero che nasconde
il pensiero che si schianta.
Esplode la notte.

Fra un vuoto cassetto di questa mia spoglia anima
fra uno sguardo intenso come un vespro e un ceffone in volto
fra parole che si denudano e volano nel mezzo di occhi neri e morti e stanchi e ciechi e lenti e bugiardi
verso altri che brillano e neppure lo sanno.
Come i riflessi di un mare che abbraccia uno scoglio
sotto una luna nascosta da nebbia maldestra.
Fra il gelo che non riesco a smettere di sentire.
Un ridere innocuo che non dovrebbe uscire
ma stare in silenzio al buio
dentro me
lì dove manca l’aria e muoio ogni notte
rimani lì, ti prego
dove ti tengo al riparo
dal me
che sogna e che conquista il vivere.
Dal me
il re
di un regno che marcisce violento
s’arrampica a malincuore.

Fra quei miei occhi neri
sebbene tre metri sotto terra
ricoprono il tuo corpo
di frenetica e famelica fantasia.
Fra lampioni offesi
sterrati deserti,
industrie malconce,
una strada lasciata a metà
una sfera in cielo che mai giungerà
come fossero le due anime
le tue anime
le tue mani chiare
le tue scapole
che quando s’abbracciano al collo
disegnano un velo di nostalgia
la tua iride
la tua indole
le tue viscere
il tuo vivere
le tue natiche
questo non-vivere
la tua testa
come un’iperbole
il tuo odore
che sa già di assenza
il tuo sangue
la carne
ossa
nervi in filamenti luminescenti
pelle delicata e maleducata.
La vigliacca velleità di un cappotto
che cela il cuore,
la stanza di un motore spento.

Fra un mondo che collassa su di noi
fra un mondo che canta i suoi problemi
fra i mondi che moriranno assieme a noi
fra i mondi che stentano a sorprendersi ancora.

Fra un attimo eterno.

Spinge lento i miei occhi  
calore di un’anima che esiste
ed era lì.
Un bacio.

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