Versi

Città al neon

16 febbraio 2011

La città mastica neon. Non sono altro che uno stuzzicadenti.

Ho le luci accecanti tatuate addosso. Tutta la vita è un flash.

Sushi bar sushi bar.

Prendo le bacchette e mi mordo la lingua.

Il buio manca qui. Come il silenzio.

Annoto pensieri che urlo contro un muro sporco che sa di piscio.

C’è una donna che si vende a due passi, mi propone l’amore che io non saprei darle.

E poi c’è lui, quel rumore assordante di chi sta sveglio da troppo tempo.

Tutto va veloce, tutto corre e nulla scorre.

Oggi è domani e domani è già ieri.

La clessidra è ferma e vuota.

Entra, esci, chiudi la porta, apri la porta, pascola, mettiti nudo, vieni, urla, ascolta, vieni, chiudi la porta.

Pago l’affitto al padrone di casa, 200 soldi per una cassa da morto del cazzo.

Questo è l’ultimo mese mi ripeto. Questo è l’ultimo e poi me la do a gambe. Me lo ripeto da anni ormai, ma ora dico il vero.

Lascio quella latrina, lascio la città, lascio il fetore acidognolo dei denti che masticano nei fast food che rimbomba nelle orecchie per tutto il giorno.

Chiudo la porta.

 

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    Tu sei Noir:)
    Ho camminato e respirato le luci di questa distorta chinatown. Oggi, flash alla Blade Runner.
    Grazie.

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    • Il mio alter ego fugge via da quella città mentre io vorrei imprigionarmici per l’eternità. Problematiche da scrittore..

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    Ti capisco.

    Madlen

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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