Versi

Biglietto di ritorno

6 dicembre 2015

Esserci

come un grammo di sguardo nel palmo della mano.

 

Tornare

come un livido

che nello stomaco ruggisce

e ti grazia del perdono.

 

Chiede di uscire

con preghiere che a forza di bisbigli

si sono attorcigliate

perse e raffreddate.

Lascialo uscire.

 

Tutto va fuori

il male

il nero

i materassi spogliati

e i vetri pallidi appannati

le fenici che scoppiano di risate

i sospiri al vento

il cemento che s’asciuga come le rughe sul mio viso

come i pianti dei muri

che scavalcavo a mani nude

i fossati

le emozioni umide

tutto va fuori

le viscere dagli occhi

l’alito malvagio

l’anti Cristo che ospito

il permesso promesso

l’edema

i nomi in fila e i numeri spaiati

pagine troppo colme per restare aggrappate l’una all’altra

le dita che scorrono sulla schiena

e scrivono poesie

così forti che sfamano i lampioni per le strade

io che ci passeggio e faccio rumore.

Si, faccio rumore.

 

Tutto va fuori

sbattendo la porta.

 

Tutto se ne vada fuori!

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