Versi

Alla stregua di un Cristo

31 ottobre 2018

Alla stregua di un Cristo
Padre, non so bene cosa dico.
non perdonarmi, mai.

Mi ferisce alle costole
quel sorriso
se piangi
quel caos fra le gambe
l’imbarazzo del buio dentro.
Eppure ti sto salvando senza che tu l’abbia chiesto
perché la carne esige la propria vendetta
e l’anima torna in preda al suo spasmo
e all’equilibrio
al freddo
quando m’accovaccio a bere sangue nero
la bocca e la verità
dimmi altre oscenità,
te ne prego.

Le fustigazioni, maledizioni, piccole amarezze,
io ti capisco perché sono come il Cristo
il pane dalle mani lascio cadere
mentre
ti guardo dritta
e succhio via il male che ti appesta
bastarda malata
piccola dolce conchiglia.
Ma dove nascondi i versi che ti riflettono sotto la pioggia?
Spegnili, rendili poemi.
Trasformali in nubi,
in cieli plumbei.
In piccoli spasmi.
Finché vorrai piantarmi le croci sui palmi,
che amarmi non può ch’esser altro.

Sei pronta a volare dritta all’insù
spanderti come piccoli sentori di luce
il bagliore è il mio piccolo morire
io l’accetto
io salvatore,
io Cristo.

Tu vinci
io resto
io mi credo
tu mi credi?
Io sparisco nel fiume
tu battezzi i tuoi seni
io penso di essere meno
ingollami di veleno
e finisci il lavoro.

Io Cristo,
tu Venere.

Io fine,
tu ed il tuo inizio.

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