La sconvolgente banale vita di Spud Krasnapolsky, Prosa

Senza te nelle mutande

9 settembre 2011

C’è puzza di marcio per via di un torsolo di mela appoggiato accanto alla tv non funzionante. Natura morta, arte selvaggiamente incompresa. Ed incompleta.

Io faccio finta di dormire con la testa immersa nel cuscino, e penso a dove ho gettato i pantaloncini ieri sera. Rimango steso a lungo, rimando i miei impegni e cerco di respirare il meno possibile, sono un bravo bambino mi ripeto, rimango a cuccia lì dove sono. Perché non piango mai, mi continuo a chiedere il mattino, qualcosa mi fa da tappo. Sono malato. Non chiamo il dottore. Non prendo aspirine. Credo di iniziare ad aver paura delle persone, soprattutto quelle in camice.

Diamine devo pisciare e non ho bottiglie vuote accanto, diamine. Oggi è una giornata sfortunata.

Il mio bagno è troppo bianco, mi annoia perfino farci i miei bisogni.

PSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSHHHHHHHH

Se suona il postino non devo aprire, basta ricordarlo.

Ed ora che faccio?

Quello che si fa ogni giorno?

Mangio pesche sciroppate e faccio finta di nulla, tanto dopo un po’ ci si dimentica di te.

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    Ti seguirò.

    Pa(r)ola.

    • Ti ringrazio!
      Spero vederti gironzolare tra queste pagine allora!

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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