Prosa

Le strade interrotte viaggiano comunque parallele

28 febbraio 2016

C’era una volta un binario che da buon binario se ne stava lì, steso a terra ad ammirare i cieli nuvolosi degli Appennini senza annoiarsi mai. Capitò che un giorno un treno ad alta velocità gli passò sopra svelto svelto cogliendolo alla sprovvista. Quel binario tanto fu lo spavento che gli andò di traverso l’aria e si dovette girare di lato tossendo a più non posso. Coff coff faceva il binario di metallo, coff coff di riflesso risplendeva sui nuvoloni grigi di passaggio.

– Salute, stai bene? – gli disse il binario adiacente. Standosene sempre a faccia in su il binario mai s’era accorto di avere altri binari accanto a lui, altri binari come lui, altri binari che scorrevano sul dorso del paese con i sogni diretti lassù nei cieli. – Sì, grazie. Ero distratto quando il treno mi è passato sopra, ma sto già meglio. –

Coff coff – fece l’altro binario di tutta risposta ed entrambi sorrisero.

Quei due binari se ne stettero per ore e ore a chiacchierare ignorando i nuovi cieli che i lunghi chilometri permettevano loro di ammirare. Parlarono così a lungo che riempirono le stazioni di risate e quando tacevano era soltanto per prendere fiato e non tornare a tossire.

Dopo vari giorni scorrendo fra sé stessi immersi nei loro dialoghi metallici, arrivarono in una grande stazione. – Bologna, stazione di Bologna – diceva il megafono rauco e raffreddato. – Ah che magnifico posto, disse il nostro binario.- L’altro allora – Mi pare davvero un posto perfetto per un binario. –

Però che potessero davvero non immaginarlo? Certo, nei libri insegnano che i binari vanno paralleli l’uno accanto all’altro all’infinito. Forse, però, non nella stazione di Bologna. Guarda caso, poco più avanti i deviatoi se ne stavano ben conficcati a terra, e i due binari, troppo intenti a chiacchierare, non se ne erano avveduti.

– Hey, ma dove te ne vai? – disse uno. – No, sei tu che ti stai spostando! – affermò l’altro. Senza poterci fare nulla si trovarono troppo distanti per udire quello che l’altro stava dicendo.

Da quel giorno, il nostro binario continuò sempre a girarsi osservando il binario che non c’era in onore del tempo in cui c’era stato. E ogni volta che un treno ad alta velocità gli passava sopra si lasciava distrarre per girarsi e tossire come accadde quel giorno.

Coff coff.

'Le strade interrotte viaggiano comunque parallele' è un racconto breve pubblicato su 'Il tricheco psichedelico'.

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