Istantanee

Istantanea #11 – Paranoia

22 maggio 2017

– Ma ci pensi mai tu? Intendo dire, pensi mai a tutto quello che potrebbe accadere? Te ne stai lì, pronto ad attraversare al semaforo, fissando il riflesso dell’omino rosso sulla pozza cristallina a terra, e provi quel senso di terrore. L’ansia, lo sai. Il disprezzo per tutte le cose, per chi non rischia, per tutte quelle teste incastrate in quei nodi di cravatta troppo stretti, per le donne fragili dietro un cocktail annacquato che gracchiano stupidamente, per tutti coloro che non hanno mai lasciato esplodere i propri macabri pensieri e far prendere loro forma come piccole risate fragorose. C’è davvero chi non ride, ma non sul viso intendo. Dentro. Come delle profonde caverne scure piene di catarro e senza un briciolo di luce. Automi che scorrono senza la minima curiosità. Luci al neon che potrebbero cadere da un momento all’altro e folgorarti perdipiù senza che tu abbia la minima certezza che dopo ci sia un cazzo di paradiso. Io non lo so se c’è, e se non ci fosse? Che fine farei se non ci fosse? Mi pare come se tutte le ombre riflesse sui muri mi stiano inseguendo, capisci? Non so neppure se si tratti di paura, magari è soltanto che mangio troppo pesante e tutto quel cibo mi resta indigesto. Davvero, cioè, io non lo so. Tu, cazzo, tu ci pensi mai?

Io ho paura del cielo stellato. È lassù e potrebbe crollarti addosso da un momento all’altro, vomitarti la sua arrogante tranquillità in qualsiasi istante e schiacciarti col suo peso. Stiamo tutti lì a confidargli sogni e desideri, lo carichiamo di aspettative che quell’enorme manto nero prima o poi ci crollerà addosso. Io lo so, tutti i miei desideri mi cadranno addosso e, forse, non vedo l’ora. Ho paura, paura del cielo stellato che vorrei tanto accendere la luce.

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Questo racconto fa parte della raccolta Istantanee, se ti è piaciuto potrebbe interessarti leggere anche le altre. Ne parlo proprio qui.

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