Istantanee, Prosa

Istantanea #13 – Il grande sporco amore

2 gennaio 2018

Un racconto sul sesso

Negli sguardi che si incrociano nasce l’infinito. Come velluto, soffici, sfiorano le proprie sicurezze, svengono appena, per un attimo si sfiorano. E poi termina tutto lì.

Ma in quell’istante fu l’amore più bello. La sognavo già stesa sotto il mio corpo, il nero delle sue pupille sbiadire, respirando appena, quasi morente. La sincope della sua voce rotta, spezzata come una foglia secca, un gretto urlo scoppiato in gola e murato vivo dalla mia lingua. Lei che mi teneva per il collo e io che sprofondavo in lei, lasciata libera di accogliermi come una duna abbraccia il vento caldo. Troppo caldo, bollente. E umido, senza veli, senza verità con il mio sguardo disciolto, bruno, sconvolto dalle dolci colline del suo tempio senza oracolo mentre versava dolce nettare degli dei.

Io che cado dall’Olimpo come un angelo corrotto, le ali accese ed infuocate dai suoi palmi e le sue unghie. Mi sfregia, mi inebria, mi ingabbia, mi uccide, mi eccita, mi grida silenziosamente di ammazzarla, di colpirla, di venire come un martire e di patire per entrambi, io troppo folle per volermi fermare e lei troppo sincera perfino per il paradiso.

Poi passò oltre e non la rividi mai più ma fu per sempre il mio grande e sporco amore.

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