Istantanee, Prosa

Istantanea #10 – Flebo

8 aprile 2016

Untitled design

In preda allo sconforto si gettò in ginocchio. Al posto degli occhi le si formarono due piccole pozze di fango che nervosamente gocciolavano come un gelato sciolto. Allungava le mani tese in preda a tremori spastici lasciando che le proprie urla surfassero sulla pelle dura degli avambracci e svolazzassero per la stanza con un tuffo carpiato al trampolino delle sua dita flebili. I denti mordevano tutt’intorno la bocca. Una flebo, ecco cosa le sarebbe servito. Una flebo conficcata nella carotide.

– Dammi uno schiaffo, anche due. Fallo, ti supplico.

Solo silenzio immobile. Non avrebbe ricevuto nessun colpo. Neppure una flebo in vena.

L’aria pura si decise a spalmarsi sulle pareti perché, come lui, aveva sentito il rumore dell’attimo preciso in cui la sua anima si era spezzata in tanti punti quanto l’acqua dell’oceano dopo che il sole vi cade dentro al tramonto.

C’era odore di sale, di lacrime secche miste a foglie di tabacco mal digerite e di satelliti lunari sconosciuti. Percezioni che lui, lei e l’aria che li circondava non avrebbero mai più dimenticato.

Una flebo, ecco cosa gli sarebbe servito. Una flebo conficcata dritta al cuore.

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Questo racconto fa parte della raccolta Istantanee, se ti è piaciuto potrebbe interessarti leggere anche le altre. Ne parlo proprio qui.

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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