Prosa

Che al mercato di Praga mio padre comprò

25 settembre 2017

Un racconto di viaggio ambientato a Praga

Praga. Seduto al bancone bevo una Flying Cloud consigliata dalla bella barista con gli occhi ammiccanti. Vuole la mancia, scaltra. Lo scozzese alla mia destra è già sbronzo a metà e dice cose astruse, parla con lei, la invita con quegli occhi dolci da alcolista di una certa età.
Lui ci prova con lei mentre lei guarda me, e sorride e mi mostra i denti e ride sottile come quando una donna ti vuole salire addosso.

Io rido, insomma anche io me la rido un po’, e scrivo. Sì scrivo ciò che accade perché sono questo qui, un tizio che se ne sta bene da solo al bancone del bar a farsi ammiccare dalle belle cameriere mentre scrive di come s’alzi male la notte sulla mia testa.
Quel vecchio scozzese, ancora lui. Ci prova con la bella, bellissima cameriera che intanto ci prova con me che al mercato mio padre comprò. Forse mi piace non lo so, intendo vivere in questa sadica matrioska che è il mio mondo.

Ma l’amore non è una matrioska, è altro, e la notte non cala sull’amore come fa sulle matrioske.

Un’altra birra grazie, sali sopra la mia matrioska che scappo via.
Solo questo.
Sono questo. Non mi prendo neppure da solo, figuriamoci. Ma tu ammicca pure mentre il vecchio ti appoggia la mancia fisando le tue tette e tu ti appoggi accanto e mi sussurri il conto, che potrei pagare come dici? Che al mercato mio padre comprò.

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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