Prosa, Storie da bancone

Caffè con torta di mele

30 novembre 2011

'Caffè con torta di mele' è un racconto sull'amore pubblicato su Il Tricheco Psichedelico

Fuori pioveva forte, era uno dei primi acquazzoni di stagione e ricordo bene il continuo e fastidioso rumore delle gocce d’acqua picchiare trasversalmente sulla grande vetrata davanti al parcheggio. Nel mentre mi ostinavo ad asciugare i bicchieri per la noia perché di domenica sulla statale passava poca gente ed avevo solo un paio di tavoli occupati, per di più disperati che stavano fuggendo o si apprestavano a farlo dalle loro vite, da famiglie vuote e da lavori ostinati; lo capivo perché tenevano lo sguardo sulla loro tazza bollente con la schiena curva, era gente che non voleva essere disturbata, desideravano solo del caffè ed una buona dose di compassionevole silenzio indifferente. E poi c’era Lara, una ragazza che veniva spesso in questo bar quando passava da queste parti per lavoro, se ne stava lì seduta al solito tavolo in fondo a sinistra con un caffè vanigliato addolcito da due zollette di zucchero ed una girella all’uvetta appena riscaldata; teneva il gomito sinistro appoggiato sul giornale del mattino sorreggendosi il mento col palmo della mano mentre osservava fuori. Era una di quelle clienti che parlava poco ma col tempo avevo scoperto molte cose sulla sua vita, senza mai doverle chiedere nulla. Un barista sa come vanno queste cose, sa quando ascoltare e quando dire poche parole, quelle giuste nel fraterno gesto amichevole di un bicchiere servito col sorriso. Lo ammetto, Lara era una delle mie preferite, provavo un certo affetto paterno nei suoi confronti mentre le schiumavo il cappuccino medio con cannella che ordinava sempre nei giorni in cui l’inverno spolverava il cielo dalle nuvole gelando tutto intorno. In quei giorni entrava strofinandosi le mani avvolte nei goffi guanti di lana verde. Sorridevo mentre tra le mani cigolava il bicchiere che lustravo osservandola con la coda dell’occhio soffiare sul suo caffè assorta nei pensieri. Poi venni distratto dal tintinnare della porta, un cliente dal volto sconosciuto con l’impermeabile blu scuro totalmente zuppo, imbarazzato per la pozzanghera che stava creando ed alla ricerca di un po’ di calore in questa domenica bagnata, mi salutò con un cenno deciso ma cortese, ancora dispiaciuto per l’acqua a terra, e dopo essersi scaldato le mani soffiandoci dentro si andò a sedere ad un paio di tavoli da Lara iniziando a leggere il menù. Ricordo che ordinò un caffè con panna ed una fetta di torta di mele con gelato, poi prese un libro e si mise a leggere. Notai che il caffè stava finendo quindi preparai la mia miscela personale ripetendomi a mente le dosi che con l’abitudine pareva più una filastrocca e pigiai il bottone del macinatore rompendo quel silenzio con fastidio per molti, me compreso. Lara che era totalmente assorta sobbalzò e si voltò verso di me sembrando per alcuni attimi spaesata, ma in pochi secondi lo spavento passò e riuscì a notare lo straniero cui prima non aveva evidentemente fatto caso; accarezzando col dito la bocca della tazza fumante sbirciò il titolo del libro ed in quel momento la vidi luccicare nel profondo, in quegli istanti dove fugacemente alzava lo sguardo verso il volto dell’uomo e sospirava alla vista di quei capelli scompigliati e leggermente bagnati. Pareva che fuori, oltre il vetro bagnato nulla le interessasse più. Univa le ginocchia e inarcava la schiena in un dolce movimento delicato che pochi potrebbero apprezzare mentre lasciava la mente volare a prendere un morso della torta di mele. Fu la prima volta che vidi Lara sorridere battendo gli occhi ed aprendoli al mondo mentre osservava di nascosto lo straniero, sentivo che avrebbe voluto dire qualcosa ma dava continuamente l’impressione di cacciarsi le parole nello stomaco mordendosi nervosamente le labbra e ripetendosi freneticamente che quello doveva essere il momento giusto. Sarebbe bastato dire qualcosa come «Quello è il mio libro preferito» ammiccando impacciatamente, oppure «Quando piove la torta di mele è più buona secondo me, non trovi?” velando con lo sguardo fermo qualche parola stupida e banale. Ma non disse nulla. La vedevo tacere, sorseggiando del caffè senza scaldarsi dentro come avrebbe voluto. Io me ne stavo sempre appoggiato alla vetrina dei liquori col mio strofinaccio in mano intento a lucidare e lucidare ancora e strofinare sempre di più quando un uomo grasso con un maglione natalizio attirò la mia attenzione facendo cadere un bicchiere di vetro. Sospirai per nulla turbato e rigettai lo sguardo alla mia sinistra al tavolo dello straniero che chiuse il libro in un sonoro boooop, si tirò su poggiando le mani sul tavolo e con la punta del dito medio raccolse le ultime briciole della torta di mele, si schiarì la gola e pose accuratamente 10 dollari infilati sotto la zuccheriera. Si rivestì ed uscendo mi fece un cenno, poi sparì sotto lo scosciare prendendo la sua strada. Mancavano ormai una decina di minuti alle 5 e stava per fare buio. Mi incupii e vidi Lara tingere lo sguardo nel caffè prima di tornare ad osservare oltre la finestra di questo bar sulla statale, ora che si iniziava a non vedere più nulla.

Io continuavo a strofinare quel bicchiere con la pioggia che cadeva più meschina di prima ripensando che ero stato testimone di un grande amore che non era nato e non sopportavo l’idea di non poterci fare nulla. Strofinai ancora e ancora e decisi di offrirle una fetta di torta di mele.

So solo che quella fu l’ultima volta in cui Lara venne nel mio bar, non la vidi mai più.

Poi tornai in me, ad oggi, posando l’ultimo bicchiere che lucidavo tra le mani e sorridendo ai viaggiatori seduti al bancone: «Questo giro lo offre la casa gente!»

Ricevetti un cenno col capo.

Poche parole dette in silenzio perché questa è la mia storia, la storia di un barista!

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      Un piacere aver letto il tuo commento.

      Spud

  • …. senza scaldarsi dentro come avrebbe voluto ….

    mi piace troppo

    • Grazie mille Antonietta!
      Anche a te offro un bel caffè!

  • con torta di mele ….
    un abbraccio

  • Gloria

    Molto bello! Grazie per questa storia!

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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