Pensieri

Un noioso e moribondo pomeriggio

12 novembre 2010

“Ebbene anche io son come tutti, anche io scrivo disperati messaggi da infilare dentro le bottiglie di vino che consumo che getto in qualche pozza che si forma accanto ai marciapiedi di questa città, sperando che le fogne non divorino tutto quel poco di umile che resta in me. “

 

Penso questo mentre mi accorgo di aver perso un pomeriggio in un futile bivacco raggomitolato su un letto come fosse il mio capezzale, scorgo l’ora, adesso basta morire.

 

Ragazzo sciacquati la testa.

 

Se proprio devi aspettare il tuo assassino, fallo col viso bello fresco e pulito, cerca di avere dignità nella morte, non avendola voluta avere in vita. Sei stato stronzo, sei stato stupido, sei stato inutile; ora cerca di essere Dio. Non hai mai fumato ma questo è il momento giusto per iniziare, comprati una pipa e regalati un odore di tabacco alla ciliegia, concediti il barbiere, concediti una vendetta, una sola, donati l’allegria di un addio scontato, comprendi di aver vinto il tuo premio alla lotteria della fiera, sii Dio in tutto e per tutto.

 

Nella morte uno come te trova il suo paradiso.

Ed uno come te nel paradiso trova il suo inferno.

E nell’inferno tu trovi un semplice e malsano desiderio del nulla.

 

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  • gianluca – (luca)

    cazzo … mi sto rendendo conto di invidiare a volte quel che tu scrivi – il mio dannato pensiero non ha più un posto dove andare a fare in culo … ho provato a prostituirlo ai desolati scarti della mia mente-puttana … ma quel che ne è scaturito fuori non è altro che questi conati di vomito che ora tu puoi ben sentire … & null’altro se non i gemiti dello scarto dell’ombra di un poeta del mondo … – io ti invidio, a volte in vero non mi stupisce quel che di tuo leggo, a volte non lo trovo eccitante, a volte lo trovo, seppur saturo certo di quel che è la tua consapevole maniera di vedere, appartenente al filone delle cose scritte del mondo … dove mi ci puoi ritrovare se te ne esci a fare un giro … perché ci sono anch’io – eppure a volte ti invidio … in questa cazzo di mente assurgi allo stesso livello di quelli che io considero essere i più puri-estasianti-eccitanti-veri-fottuti scarti della terra che della terra ne hanno fatto una mera cosa poetica … sto parlando di gente come Dylan, Kerouac & dai, tanto gli altri già li conosci … non è un complimento & cose così … potrei sciorinare una lista delle domande che mi si ficcano nella testa dopo aver letto pezzi come questo al quale sto aggiungendo un commento – dove trovi le parole …? quelle giuste tra tutte quelle che potresti usare … come fai a metterle in fila, come fai a comporre un unico discorso del genere (come questo)…? non voglio paragonarmi a te tanto meno credermi migliore ma il mio ego con qualche cosa da dire se ne va a farsi fottere quando leggo uscite del tuo genere & al pensiero che il mio cazzo di cervello non ne è, pur ci provi, allo stesso modo, capace … & dunque ti invidio – & via scivolando me ne vado in un continuo che termina con il consapevole pisciare sui fogli della mia desolazione di poeta scarto delle ombre – non sto cercando di fare un elogio alla mia modestia, non sto cercando di farmi auto-apparire incapace & via così … perché sono certo di esser migliore di tanti altri – né tanto meno mi sto assoggettando alla parvenza della tua supremazia solo perché ti conosco … semplicemente ti invidio perché a volte vorrei avere la stessa capacità di scrivere così come tu fai … come quelle volte in cui mi tocca rileggere & rileggere & rileggere per quanto io ne rimanga affascinato – me ne andrò anch’io ora a gettare una bottiglia con disperati messaggi in una pozzanghera d’acqua della città … poi andrò a cercare la mia salvezza nei vicoli di fumo & qui vi dipingerò alle pareti i miei ricordi con una vernice verde (& forse un’altra gialla) & questo è tutto, non so nemmeno che cazzo ho scritto … penso che la mia macchina da scrivere stia succhiando l’essenza delle mie parole in una sessuale unione con le mie dita … & quel che rimane nella mia testa non è altro che ciò che vedo eiaculare dalla mia anima … che è poi anch’essa una puttana/

    • Ci ho messo un po’ a rispondere a questo commento, diciamo che non è facile replicare a queste parole. Anzi diciamo la verità: non so che cazzo dire.
      Non invidiare queste parole, probabilmente non hanno alcun significato, io non mi do significato e non do valore a quello che faccio.
      Mi vendo al mondo, e questa è la mia morte, questa è la fottuta verità.
      Ciò che dono non vale, non può valere.

      Lanciamo un messaggio assieme e ficchiamolo in una bottiglia, tanto per vedere cosa succede, che ne dici?

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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