Pensieri

Trecento e passa veglie

18 maggio 2011

Un anno è lungo a passare se non dormi la notte.

Non ho mai avuto problemi col sonno io, nel senso che non ho mai voluto avere nulla a che fare con lui, una misera perdita di tempo, ho sempre avuto troppo da fare, io. Senza saperlo mi ero creato un nemico che alla prima occasione ha ben deciso di vendicarsi, non che io mi voglia giustificare, non che ce ne sia il bisogno, non che questa sia la giusta sede, ma semplicemente non avevo mai avuto un nemico prima d’ora e m’imbarazza l’inesperienza. Da tempo ho smarrito la verginità nei meandri di qualche vagina sbagliata e lì, nei meandri di labbra vorticose debbo aver lasciato troppo di me stesso, di sicuro anche l’inesperienza aggrappata con le unghie per non farsi risucchiare dall’oblio di un buco nero.

Hai vinto tu, non posso impedirti di cogliermi inerme ed iniettarmi dritto nelle vene i miei incubi, ho paura del buio ora e temo l’eroina e i demoni che i sogni spruzzano per rinfrescarsi l’umore a mie spese.

È una partita a carte tra me e te, caro mio nemico. Tu ridacchi per il tuo poker d’assi, io mi tengo un jolly moribondo tra le dita, inutile ma lieto a vedersi.

Io, strano a dirsi, ma ho comunque un buon presentimento.

Oggi 17 maggio è un anno che non dormo.

Da tempo è calata la notte sulle occhiaie.

Buon anniversario fottuto bastardo.

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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