Pensieri

L’inutilità del 15 di agosto

16 agosto 2010

Io resto a casa, un po’ nel letto un po’ davanti una pagina bianca con una sottile barra nera che lampeggia e mi sussurra candidamente di scrivere -”scrivi brutto tricheco, scrivi minchione”-, oggi è meglio non varcare il confine tra casa e mondo, troppa gente fintamente felice che divora le strade.

Non amo ciò che non può appartenermi quindi non amo il mare, quantomeno il vostro concetto di mare. Comuni esemplari dell’inutilità divorano metri di sabbia con scopi esibizionistici. Vorrei invece potere rimanere solo di fronte alla semplicità con cui l’acqua si ritira dalla sabbia per tornare nel grande abbraccio materno, sedermi sulla spiaggia e lasciare che la dolce luce della Luna mi accarezzi e vederne il bagliore riflesso dalle onde infrangersi sul mio braccio, per poi fare l’amore con l’acqua ed abbandonarmi alla calma.

Quello che invece si rischia di incontrare sono orde di eserciti in fila a muoversi in maniera robotica al ritmo di musica per menti leggere, dicono che sia salutare e fare ginnastica aiuti, buon per voi. Non amo la calca perchè non riesco a respirare e odio gli ombrelloni tutti uguali: sono solo strumenti standard per animali standard!

Quindi le spiagge le lascio a voi, a voi con le tartarughe stampate sulla pancia e quel sorriso di chi pensa che la vita sia un ballo latinoamericano, anzi son contento per voi che i vostri pensieri siano leggeri e volino via al primo soffio di brezza, forse è meglio non aver mai riflettuto due minuti sulla superficialità delle cose. Voi vivete bene ed io no.

Fosse per me il 15 di agosto andrebbe eliminato, sarebbe comodo passare dal 14 al 16 e credo sarebbe il primo passo della nostra redenzione, ma in fondo mi pare giusto che non mi ascoltiate, soffro di deliri di onnipotenza.

Buon mare umanoidi, io torno ad annusare i pensieri sui puffi che a volte son più vivi loro di tutti noi.

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