Pensieri

Le parole contano

29 ottobre 2011

Le parole contano. Sanno essere ingiuste e voltarti le spalle, sanno ignorarti quando le cerchi dietro i fogli bianchi, le batti con forza e tenti di imprimerle con l’inchiostro, lettera dopo lettera, affanno dopo affanno. Pensieri che sgorgano viscerali e liberi. Sei ubriaco di scrittura e stai male come un padre quando i tuoi figli partono per sempre senza poi mai essere stati tuoi. Non è per questo che ho venduto l’anima al diavolo. Non ho ceduto alla mia ammiccante tristezza per poi starmene ad esalare ultime sentenze, finali di romanzi granulosi, pieni di vaghe allusioni al sesso (cosa ne direbbe Freud) e di matrimoni novecenteschi.

Perché vuoi essere uno scrittore ragazzo?

Per vedere sparire la tua interiorità disegnata su moleskine da quattro soldi? Per creare simposi di poesia dove ubriacarti? Per comprarti il paradiso? Per giustificare i tuoi vizi? Per cosa ragazzo?

Solamente per sbattere le palpebre e dirigere il mio finale.

Tutto è mio nel libro mio.

Solo allora non sarò più “ragazzo”, mi chiamerete tutti fine.

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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