Pensieri

La noia

10 agosto 2010

Finalmente. Il silenzio cupo di questa stanza è stato interrotto. Finalmente.

Altri cadenzati ticchettii dell’orologio da parete che non ho e probabilmente l’avrei fatta finita, avrei chiuso la porta ad ogni altra possibilità, avrei seguito la luce per poi pentirmi per l’eternità della noia bestiale dell’immortalità dell’anima.

Per fortuna ho semplicemente ucciso il nulla con i miei palmi che cattivi si poggiano sul legno, lasciando impronte delle mie dita che impongono agli obbedienti tasti pensieri volgari e meditazioni varie su tutto ciò che non vi è lecito pensare. A voi mi rivolgo. A voi “vivi” di questo pianeta, a voi manager di questa società perfetta, a voi stupidi insetti dediti a succhiare nettare dalle tette di mamma idiozia, a voi umani che pagate per eiaculare.

Mi annoiate.

Sono stanco di sedere nelle panchine di parchi pieni di merda dei vostri cani a fissare i vostri visi scavati dalle fatiche erculee del lavoro e ridere della vostra espressione di compiacimento quando ritenete di poter sfamare il sesso della vostra donna.

Sono stanco dei discorsi, siano essi superficiali oppure elevati: non mi interessa la vostra opinione che considero un insieme di lettere che faccio fatica a comprendere.

Sono stanco di bere, ho lo stomaco che scoppia e non vorrei farvi piangere al mio funerale, rimango pur sempre un tipo allegro, io.

Vorrei non spegnere mai la musica, vorrei che mi stuprassero orde di riff violenti, vorrei che mi uscisse il sangue dalle orecchie dopo aver respirato l’ultimo nauseabondo urlo del punk.

Vorrei te ma non so come. E non so se tu possa volere me e come.

Vorrei molte cose, alcune non le posso comprare, altre son troppo orgoglioso per ottenerle, altre ancora le ho tirate giù da qualche cavalcavia sul camion di qualche camionista con il nome luccicante sopra il vetro.

Vorrei morire che son stanco di far finta di vivere.

Vorrei vivere che son stanco di morire dopo aver finto un orgasmo.

Vorrei fingere di essere me per farvi ridere con splendide battute e poi bere drink annacquati e parlare orgogliosi dei nostri figli diplomati e delle troie che son le nostre mogli.

Sono annoiato dal sole.

Vorrei meno sole.

Mi annoio da solo e mi affogo in una pinta di scotch.

Vorrei bere ma son morto, vorrei te ma sei sobria, mi annoia il bere ma è troppo tardi.

SOLO UN INSIEME DI PENSIERI CHE MAL SI CONSOLIDANO PER FORMARE UN DISCORSO O UNA SCOPATA, MA LA NOIA TI ROSICA LE VISCERE.

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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