Pensieri

Io non ho “bisogno” (la mia promessa senza nome)

17 agosto 2010

Una promessa è una promessa. Ma una promessa ad un amico è legge. Soprattutto se la si fa seduti su un muretto ad ammirare un divertente circo di uomini, donne & bambini. E queste poche parole senza senso, scritte male ma con l’intenzione di apparire come un poema epico le dono a te amico mio, a te che hai il coraggio di aver paura e stupirti di come facilmente si stappa una bottiglia di malto liquido laggiù in spiaggia.

E tanto per inciso io continuo a grattarmi le ascelle.

La vita, le puzzette, i passi carrabili, le infrazioni della legge, perfino i canguri, tutto è maledettamente carta igienica: per questo tutto è fottutamente difficile. Se ci si pensasse un secondo, ah che sollievo sarebbe. E’ difficile la scelta per pulirsi il culo, non c’è da meravigliarsi che la vita sia impossibile. Giri tra gli scaffali di un supermercato e non sai quale carta da culo devi prendere.

Magari fosse semplice. Morirei di stitichezza pur di non scegliere quanti veli prendere, è un tormento e se pensiamo alla fine che quella carta fa, bhè si potrebbe dire che si è trattata di una perdita di tempo.

Non mi piace questo pianeta dove la gente si divide in base a quale rotolo compra, non mangerò più così la carta la lascio a voi. Si, è deciso. Pagate pure 45 centesimi per rotolo, io quegli spicci li metto da parte per andare a giocare ai cavalli la domenica, magari lì nei bagni la carta c’è e non l’avrò pagata io: il mondo è stupido ed ho scoperto come fregarlo.

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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