Pensieri

Il mantra del paraculo

20 gennaio 2016

No, questo post non parla di film (così, per avvisare).
A cadenza regolare sento la necessità di riguardare quelle pellicole che amo particolarmente, quelle che sanno suscitare emozioni anche quando metti in muto e reciti tu stesso l’intero copione. Pertanto “Old Boy” (quello originale, che non si scherzi) non può che far parte di questa cerchia dorata.
Oggi mi sono svegliato un po’ come Dae-su e mi sono trascinato in bagno affossando la faccia nel lavandino pieno d’acqua bollente. Come un qualsiasi Dae-su prigioniero di se stesso ho recitato sorridendo il mio mantra quotidiano lì, sott’acqua, dove credo non si potesse capire nulla delle mie parole. È una routine inutile che dal 18 dicembre 2014 ripeto ogni mattina, non mi giova affatto, non mi fa sentire meglio ma mi da quell’impressione di provarci. Sia che piova sia che sia bello, che siano le 5 del mattino o mezzogiorno io apro gli occhi e sussurro a mente:

Sorridi, e il mondo sorriderà con te. Piangi, e piangerai da solo.

E poi come ogni giorno ho reagito come Dae-su avrebbe fatto. È che sono nato paraculo, onesto ma paraculo.

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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