Pensieri

(I) Pensieri sul Cammino

22 aprile 2017

Il Cammino è questo sentiero polveroso che ti si impregna addosso, e non intendo soltanto sui pantaloni, bensì più in profondità, molto di più. È la solitudine socializzata, il saluto denso di coloro che ti passano accanto e si lasciano accarezzare dalla stessa aria che ti taglia il volto col suo gelo mattutino, è la cerimonia di una liturgia collettiva nel prepararsi al mattino in religioso silenzio fra sguardi e quel pensiero fisso del “proprio cammino”. Il Cammino è il ritrovarsi fra i propri dolori e le proprie storie di fronte ad una cerveza bella ghiacciata, è un libro di favole da sfogliare, è il silenzio della natura ed il frastuono della testa, è il caldo, è quel passo dopo l’altro ma anche quell’ultimo passo che non arriva. È l’anima che si bagna di semplicità, fradicia fra le mani, umida dentro. 

È la fottuta ricerca della felicità, lo capite? E non troverete nulla al mondo che si avvicini alla felicità se non proprio la ricerca della stessa. La ricerca inizia camminando e rimane sul cammino, su quello personale intendo. La “propria strada”, il “proprio cammino”, la “propria personale storia” se volete. Questo conta, raccontare la nostra storia scrivendola sul cammino, intrecciando il nostro sentiero polveroso con quello altrui e camminando.

Io lo sapevo da tempo ma pretendevo di esserne certo. E lo sono, ora. Sono sul mio cammino, quello con la c minuscola, fatto di dolori, di poesie, di eros, dei cieli ventosi, di tendiniti che mi sbattono a letto costretto ad attendere i miei compagni di viaggio sudare sotto il sole delle mesetas, di risate a denti stretti, di poesie l’ho già detto vero? E quindi? Ridiciamolo: di poesia!

Per uno che la strada l’aveva persa di vista, troppo appannata da una scura foschia e lontana dal cuore, non conta null’altro se non avere i piedi ben fermi sulla strada. E ci arriverò alla mia dannata e personale meta, alla mia Santiago, mia e solo mia, a quella Santiago con la s maiuscola. Magari fra tre giorni, magari fra un mese, forse solo o con il mio compagno di viaggio o chissà con gli altri viandanti. Ho compreso una cosa, ho impiegato degli anni ma alla fine mi ha trafitto come un’illuninazione. Il tempo è la vittoria. Il tempo e la conquista della strada sono la mia Santiago.

Il tempo e la strada sono la vittoria della ricerca della felicità. 

Cammina, ora!

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