Io, me e l'eros, Pensieri

Una pausa da tutto

30 luglio 2011

Controllo le ombre dietro le spalle, non c’è nessuno.

Trattengo il respiro per evitare di sospirare e son sicuro di essere solo.

 

Ho preso un anno di pausa dalla mia vita, ho rubato giorni dalla mia agenda, dovevamo essere io, la mia anima e le parole. Il risultato è un ombra sul volto che non si toglie, ho scavato troppo a fondo credo di non poter fermarmi proprio ora.

Presi una pausa da tutto, in primo luogo da me stesso perché andava esplorata la mia anima, ho iniziato a graffiare le pareti dove era racchiuso quell’io che volevo riscoprire e senza accorgermene ero finito al buio senza un appiglio sul quale risalire, era un baratro e ci ero arrivato solo. Nei mesi che cadevano dai calendari io continuavo a cercare e cercare finendo sempre più nell’abisso e l’uscita diveniva sempre più un miraggio del quale poco mi importava. Per un anno ho fissato dei muri poco amichevoli ed ho accarezzato gli angoli fragili delle pagine bianche, non è servito a molto perché non son riuscito a raggiungere il centro di quell’io che mi chiamava a voce soffusa.

E con le braccia che stringevano le ginocchia me ne stavo all’angolo di me stesso.. in me stesso, nel buio del vuoto del nulla.

Era una pausa da tutto, forse per avere una nuova infanzia, forse solo per codardia o per ripararsi dalla luce che passava oltre i portici.

 

Un anno dedicato alla scrittura che ha fruttato poco, ho solamente appena saziato la voracità delle mie dita ed ottenuto un ragazzo smarrito, apatico verso un mondo insoddisfacente rispetto ad una mente, senza sorrisi da smarrire più, senza occhi da chiudere per dormire. Rimane una brezza in versi che gelerebbe anche il mare senza poterci affogare dentro, che destino infame.

 

Mi spetta scegliere se continuare a scavare e cercarmi con la speranza di non rimanere deluso dall’incontro oppure uscire verso ciò che è stato deciso per me, basterebbe prendere quella porta con la scritta rossa luminosa “uscita di emergenza”.

 

Tutto sembra una trappola.

Più passa il tempo e più sbiadisco al buio.

Non ho tempo, non l’ho mai avuto..

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    Madlen

    • La cella imbottita l’ho già trovata… dritta nel profondo di me stesso.

  • Conosco questa sensazione….parole che tacciono su pagine bianche, pensieri confusi quasi spaventati…vorrebbero uscire fuori dalle finestre dell’ anima…
    Non c’è peggior gabbia di quella che costruiamo con le nostre mani!

    Buona giornata

    Rosy

    • Dovrei quindi prendere quell’uscita d’emergenza?
      Non vorrei mollare tutto…

      Ehhh quanti dubbi..

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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