Io, me e l'eros, Pensieri

Seduto a fissarmi la vita

27 maggio 2011

Ti ho intorpidito con pensieri nei quali lasciavo i tuoi capelli passarmi tra le dita lasciandomi l’odore del vento addosso, pensieri distanti da una realtà fatta di feroce lontananza, forse incolmabile neppure dalle incomprensibili risate che mi faccio riflettendo su tutto ciò. C’è un baratro dietro e gli concedo fugaci sguardi. C’è sempre un baratro dietro, perché noi viviamo come surfisti sul gran Canyon, perché apparteniamo a quella categoria di persone che non temono la morte, temono più la vita con tutti i momenti di noia e di deformazione dell’ansia che si infila nelle vene impedendoti di rovinare tutto con inconsapevolezza.

Dannato baratro, fatti più in là, solo qualche passo, concedimi spazio dove imparare a ballare, concedimi quella che tutti chiamano vita, concedimela anche se so che sarò io stesso a negarmela e mandare tutto a fottersi, concedimi il mio baratro e sbattimi sul muso mentre tu stesso cadi nel mio di baratro, che strano sarebbe scambiarci le posizioni.

Ti riempio io, baratro. Mi siedo volentieri sulla tua bocca a sfogliare la rabbia che non riesco a smaltire, prendila tu e rovinamela addosso affinché possa io capire cosa c’è che non va in quella sana rabbia, ultimo scoglio della mia umanità in questo mare di fogna gialla che puzza di bugie conservate nell’animo, abbattimi onde di ira sul petto e fammi respirare quanto male posso io fare. Perché domani tornerà tutto come prima. E mi odierai di nuovo.

Colmi un baratro e subito sotto la terra che calpesti se ne spalanca un altro.

La vita sembra sempre più solo un buco da colmare, come una maledetta vagina, come un cesso dove ho pisciato via il mio spirito fiero, come una bocca in cui travasare qualche metro di whisky, come quelle fosse comuni in cui continuerò a gettare tutte le vostre opinioni ricoprendole con la mia solitudine che conservo come un dono di quel Dio che non si cura di me, solo perché lui è come me solo peggio e la cosa deve mangiargli il fegato.

Si è così, come scritto nei testi sacri, quelli che non si infilano nei cassetti di motel ad ore.

Come puzza la vita.

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