Io, me e l'eros, Versi

Se suonasse la sveglia

26 maggio 2011

Sono sveglio da una vita

mentre il sole fa su e giù

sesso di una routine di desiderio.

Battono le palpebre più ferocemente del petto

vedo ciò che io bambino non vedevo

miope ma senza rabbia né rancore.

Schiaffi d’aria da quali mi lascio masturbare

rubando il vento,

per rinfrescarmi il bruciore di una gola

che ha urlato senza volerlo

ed ucciso senza saperlo.

Col tempo mi son scolpito il mio spazio nel mondo

ma giuro non avrei dovuto volerlo.

Mi incastrano le parole lasciate sui muri,

saprò di esserci passato senza ricordarlo

come una lingua su per il cazzo.

Una noia stare svegli ad abbaiare al mattino.

Si fottano i paradisi e gli inferni

e le puttane crocifisse dai desideri di tutti voi.

Non ci dormirò su neppure oggi

ho da resuscitarmi tutto il tempo.

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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