Io, me e l'eros, Pensieri

L’insostenibile sospetto di non essere Tintin

21 gennaio 2016

Tintin - Le lotus bleu

Ebbene si, ho smarrito Tintin.

Mettete quel ciuffo ridicolo, gli occhi curiosi, le sopracciglia arcuate a chiudere quello sguardo avventuroso sul mondo. Metteteci i viaggi, le avventure, i misteri e gli enigmi. Lo ammetto, ho sempre desiderato assomigliare a Tintin e per molto tempo ho creduto di poter ritrovare nei fumetti di Hergé un mio alter-ego carico di positività. Sai che c’è: fanculo Milou, io ero Tintin.

Ricordo che quando ero bambino, prima delle scuole elementari, desideravo così impazientemente imparare a leggere solamente per poter immergermi nelle mie storie preferite di Tintin. Di notte accendevo la luce sul comodino e aprivo il mio albo a fumetti, lasciavo scorrere le dita sulle vignette e quasi a memoria ripercorrevo i dialoghi e gli avvenimenti del racconto. Ho sempre viaggiato tantissimo e mi ritrovavo in quella figura senza storia che è Tintin. Quando sei abituato a viaggiare Tintin è l’ideale compagno di avventure, se non ci si è abituati diventa un manuale da studiare.

Ci sono cresciuto con quel ciuffo, ho creduto di scorgere ovunque nel mondo i fratelli Dupont, ho sognato un’amico come Tchang e se dovessi iniziare a bere rum sarebbe solo per brindare alla salute di Capitain Haddock. –  Mille sabords! – urlavo sempre giocando con mio nonno Denis, lui che mi teneva per mano alla Fnac mentre sceglievo il prossimo Tintin da comprare. – Mille sabords! – urlava ridendo anche lui facendo innervosire mia nonna!

È un po’ un cliché ma le mie avventure preferite erano due: “Le Lotus Bleu” e “Les Cigares du Pharaon”. Egitto e Cina, a distanza di vent’anni non è cambiato poi molto.

Di recente a Shanghai ho provato a sentirmi ancora Tintin, accovacciato sul risciò mi lasciavo sovrastare da ciò che mi circondava, ma non ha del tutto funzionato. O Shanghai ha perso tutta la sua storica natura, oppure io ho perso la mia identità. O forse entrambe. Sarà per questo che io e Shanghai ci siamo stranamente odiati.

Per quanto mi riguarda ancora oggi leggo Tintin ed in camera conservo con gioia un quadro con la copertina di “Les Cigares du Pharaon”, uno dei regali più belli ricevuti in vita mia, ricevuto da chi quel Tintin l’aveva visto.

Io, invece, faccio ora più fatica a scorgerlo, i capelli ahimé li ho persi e gli occhi sembrano più scuri che sulla carta stampata. Forse, ma non ne son sicuro, son rimasto incasinato in qualche oppieria e devo solo svegliarmi da questo brutto trip.

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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