Io, me e l'eros, Pensieri

La mia lampada sulla scrivania

3 luglio 2011

Come fa una semplice lampada da scrivania a piangere? Non dovrebbe, eppure la sento singhiozzare qui accanto a me, sbuffettando luce ad intensità intermittente, sta invecchiando la mia lampada, sta scolorendo a furia di vedermi qui davanti a lei con il viso distorto nella sua lampadina a sviolinare parole durante le afose nottate di questa estate. So che vorrebbe rinfrescarmi. So che vorrebbe aiutarmi e so che vorrebbe che io la smettessi, con questa farsa. Perché diciamocelo, io sono pazzo, sono davvero e sinceramente il pazzo più pericoloso che possa esistere, io continuo a fare cose in cui non credo assolutamente con l’entusiasmo di chi crede di non doverci credere. Lei lo capisce, lei intuisce cosa sento dal modo in cui batto i tasti di questa macchina da scrivere sulla quale viaggio senza pagare il biglietto, aspettando il controllore per il solo gusto masochista di farmi cogliere in flagrante, ma differentemente dal mondo reale, nella mia fantasia, nel mio mondo, nel regno del tricheco psichedelico, tutti sono talmente accondiscendenti con me da farmi più male che nella vita reale, mi aprono in due il petto per sorriderci dentro, accarezzando vecchie ferite sui polpastrelli solo per farmele riportare in vita. È sincera con la sua luce fioca, cerca di mandarmi a dormire, cerca di essere dolce nel farmi capire che sono un pessimo attore con in mano un copione bianco che riporta solo la firma di Spud Krasnapolsky, lui che a lei, la mia lampada, non va proprio a genio, perché pian piano la sta accantonando ad un angolo, lei l’unica a tenermi con i piedi in questo mondo, lei, la mia lampada che invecchia e la cui luce si trova come nei più banali dei cliché in fondo ad un tunnel.

 

Peccato però che io non abbia alcuna intenzione di seguirla.

Addio lampada mia, mi hai acceso le notti ma l’interruttore son io a tenerlo in mano.

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  • ED IO
    NELLE NOTTI
    PERFETTAMENTE MIE,
    UNA LAMPADA NON CE L’HO.

    DIS.

    • Il che non deve essere un male, credo. Sei più libera di fuggire dalla realtà.

      Ti ringrazio per la visita.

      • …..ESATTO.
        GRAZIE A TE
        PER AVERMI FATTO TROVARE
        QUALCOSA DI BUONO DA LEGGERE.

  • “..mi aprono in due il petto per sorriderci dentro..”
    ..c’è cosa peggiore?!
    Quanta rabbia, simpatico scrittore (:
    ..ironia apparte.. vorrei anch’io una luce per tenermi riflessa qui, in questa realtà. T’invidio, per quanto tu senta un bisogno di ribellione da quei watt così amichevoli.. purtroppo ho solo il luccicare di quel lampione fuori casa che, a mala pena, mi rende un’ombra..
    una silouette distorta, confusa ma comunque sollevata dal sapere che anime affini vivono simili “gioie” mentre reali figure, chissà dove, assecondano chissà quali forme di distorsione mentale.

    Il tuo è un suicidio alquanto..alternativo.
    Carino (:
    Adesso vado a caccia di lampadine, per deprimermi un po’.

    La solita pazza, assidua, lettrice.
    Madlen

    • Se ne trovi un paio, di lampadine, sgranocchiane un po’ anche per me.

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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