Io, me e l'eros, Pensieri

Che la penna taccia

13 maggio 2012

La scrittura mi ha aperto quel me stesso che tanto desidero e odio allo stesso tempo. Sono vorace e sapró esserlo sempre di più. Maledetti i miei versi così scialbi e le mie storie noiose da farmi girare lo stomaco su sé stesso, maledetto me il giorno che innanzi lo specchio iniziai a parlare e parlare e parlare: tutto ció è divenuto solo blaterare. Quanta deleterio prurito so causare?

Oscuro i cieli mentre cedo al mio abisso e smarrita la strada del ritorno me ne sto in silenzio, ad un angolo di me stesso.

Perle ai porci.

Perle ai porci ripetevo.

Peccato essere banale come coloro che evito accuratamente. Che miserabile questo tricheco.

Che la penna taccia subito, come la mia voce, più del mio sguardo.

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Ehm, qualcosa è andato storto.

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